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Natale in Italia, da Nord a Sud
23 dicembre

Natale in Italia, da Nord a Sud

Il Natale italiano è una celebrazione gioiosa con un numero infinito di tradizioni ma anche caratteristiche speciali, che variano correndo dalle Alpi lungo l’Appennino, fino alle isole, da nord a sud. Anche se su una cosa non si transige a prescindere della latitudine: festeggiare, mangiare e giocare con tutta la famiglia rimane l’imperativo!

 

Presepe o albero?

Un tempo le famiglie del Sud erano più legate alla tradizione del presepe, mentre quelle del nord optavano per l’albero di Natale… Ora per molti italiani la combinazione di albero e presepe è quella vincente e sono davvero tante le case in cui questi due simboli degli addobbi natalizi fanno bella mostra di sé. Forse l’albero di Natale più simbolico è quello che si allestisce a Roma davanti la basilica di San Pietro dal 1982. Ogni anno l’albero arriva da una diversa regione montana e quest’anno la prescelta è Andalo, da cui proviene un maestoso abete rosso di 113 anni, che sarà abbellito da addobbi realizzati in Trentino.

La patria per eccelleva del presepe è invece Napoli, dove, a San Gregorio Armeno, in pieno centro storico, si trova una via dedicata ai presepi e ai suoi artigiani: qui sono aperti tutto l’anno moltissimi negozi specializzati e a Natale si riempie di bancarelle.

 

24 o 25?

La data in cui si concentrano i festeggiamenti è un punto focale delle differenze tra Nord e Sud Italia. In linea di massima fino a Firenze il pranzo del 25 dicembre è il clou della festa, mentre, da Roma in giù, il momento più importante è la cena della vigilia. In base a queste diverse tradizioni, varia anche il momento dell’apertura dei regali: generalmente al Nord si preferisce farlo il 25 a colazione, mentre al Sud si anticipa lo spacchettamento alla mezzanotte della vigilia, anche se poi ogni famiglia ha le sue regole e tradizioni.

 

Carne o pesce?

Il giorno della Vigilia in Italia non si consuma carne, ma si mangia di magro, cioè pesce. I piatti tipici sono i più vari: al Nord dominano la polenta con il baccalà, l’anguilla al cartoccio e man mano che si scende ecco verdure fritte con pastella, il brodetto di pesce, gli spaghetti con le vongole, la pasta con le sarde … e chi più ne ha più ne metta! Per il pranzo di Natale, il 25, ci si rifa con la carne e anche qui, a seconda della regione, si gustano brodo di cappone, tortellini e passatelli, agnolotti del Plin, casoncelli, lasagne, cannelloni, agnolotti e, come secondo, abbacchio, agnello, capretto, maiale al forno o bollito condito con diverse salse.

 

Pandoro, torrone, mostaccioli: la festa dei dolci

Forse il dolce natalizio italiano per eccellenza è il panettone, di origini lombarde ma diffuso in tutta Italia. Per chi non ama la frutta candita c’è il pandoro, originario di Verona. Ma la fantasia in Italia, quando si parla di cibo per far festa, non manca: per questo non possiamo dimenticare il pandolce genovese, il pan giallo laziale, il panforte toscano, gli struffoli e i roccocò nepoletani, le cartellate e i mostaccioli pugliesi, la ricotta con miele e pabassinas di noci in Sardegna. La frutta secca unisce senza distinzioni Nord e Sud: fichi, albicocche, noci, arachidi, pistacchi e mandorle non mancano in nessuna casa italiana per Natale.

 

Giochi natalizi, che passione!

In tantissime case italiane è tradizione giocare durante le feste natalizie, in particolare la sera della Vigilia, finita la cena, per aspettare la mezzanotte. I giochi con le carte sono di certo i più diffusi, in particolare al Sud: ramino, scala 40, briscola o scopa, ma anche il mercante in fiera, un gioco con carte illustrate in cui si mette in scena una piccola asta e si contratta l’acquisto delle carte stesse. La regina del Natale italiano è però la tombola, un gioco facile e divertente, adatto anche ai più piccoli.

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