Diplomazia, comunità e innovazione: i quattro anni del Console Sergio Maffettone a Monaco di Baviera
Il messaggio di saluto del Console Generale Sergio Maffettone, da ora Ambasciatore in Repubblica Dominicana e Haiti, alla comunitá Bavarese
Dopo quattro anni alla guida del Consolato Generale d’Italia a Monaco di Baviera, Sergio Maffettone traccia un bilancio intenso e articolato del suo mandato, segnato da sfide organizzative, dialogo istituzionale e una costante attenzione alla comunità italiana.
Fin dal suo insediamento, il primo grande banco di prova è stato il funzionamento quotidiano del Consolato in una circoscrizione tra le più ampie d’Europa, con oltre 130.000 cittadini italiani iscritti. «L’elevata richiesta di servizi ha richiesto un importante lavoro di riorganizzazione interna e di ottimizzazione delle procedure», spiega il Console uscente. Garantire risposte concrete alla comunità è stata, sottolinea, una priorità fin dall’inizio del mandato.
Accanto alla gestione amministrativa, Maffettone individua tra i momenti più significativi il rafforzamento del dialogo istituzionale con le autorità bavaresi e con la città di Monaco. Dagli incontri con il Sindaco fino ai colloqui con il governo del Land, passando per la Conferenza comunale bavarese-italiana che ha coinvolto numerosi enti locali dei due Paesi, l’obiettivo è stato chiaro: «presentare un’Italia dinamica, innovativa e profondamente legata alla qualità». Un lavoro diplomatico capillare, volto a consolidare un rapporto bilaterale già solido e a proiettarlo verso nuove prospettive.
Nel corso del suo mandato, il Console ha anche maturato una profonda sintonia con il territorio. «Ho trovato a Monaco, e in Baviera in generale, un rapporto molto forte con l’identità, le tradizioni e il territorio, molto simile alla mia città natale, Napoli», racconta. Nonostante le differenze evidenti tra le due realtà, Maffettone riconosce un comune senso di appartenenza e una fierezza culturale che hanno facilitato il dialogo. Questo legame con la storia e con le radici, osserva, rende più naturale costruire ponti tra Italia e Baviera.
Un aspetto che lo ha particolarmente colpito è la capacità bavarese di valorizzare il proprio patrimonio storico in un contesto moderno e internazionale. Una dimensione che il Consolato ha cercato di riflettere nelle proprie iniziative, raccontando l’Italia non solo attraverso l’economia e la diplomazia istituzionale, ma anche tramite la cultura e le storie condivise. Emblematico, in questo senso, l’evento dedicato a Maria Sofia Amalia di Baviera, bavarese di nascita e poi regina delle Due Sicilie, figura simbolica di un intreccio storico che unisce da secoli Baviera e Mezzogiorno. «È stata un’occasione per mostrare come le nostre storie siano intrecciate e come esistano legami profondi tra la Baviera e Napoli», sottolinea.
Guardando al futuro, Maffettone individua nella diplomazia scientifica un ambito che merita continuità e ulteriore sviluppo. La Baviera rappresenta uno dei principali poli europei della ricerca, con un ecosistema fortemente integrato tra università, centri di ricerca e industria. In questo contesto, il ruolo del Consolato può essere quello di facilitatore istituzionale, capace di creare connessioni tra il sistema della ricerca italiana e quello bavarese. Le visite e i contatti avviati con realtà come l’European Southern Observatory a Garching hanno dimostrato, osserva, quanto l’Italia sia già protagonista in progetti scientifici di primo piano. «Credo che su questa linea si possa lavorare ulteriormente», afferma, valorizzando la presenza italiana nei grandi consorzi internazionali e rafforzando il dialogo tra istituzioni scientifiche, università e imprese innovative. Un’attenzione particolare dovrebbe essere riservata anche alla rete dei ricercatori italiani in Baviera, molti dei quali operano in settori strategici come l’ingegneria e le tecnologie avanzate. Creare occasioni di incontro e visibilità, spiega, significa contribuire alla costruzione di un ecosistema bilaterale stabile e orientato al futuro.
Nel rivolgere un messaggio al suo successore, il Console uscente esprime «un sincero augurio di buon lavoro». La Baviera, ricorda, è «un territorio straordinario, con istituzioni solide e una comunità italiana dinamica e articolata». La continuità nell’attenzione e nella dedizione sarà fondamentale per proseguire nel rafforzamento del rapporto bilaterale e per continuare a servire al meglio i connazionali.
Tra i ricordi personali e professionali che porterà con sé, il Console uscente cita la prima Conferenza municipale italo-bavarese nella cornice della Residenz di Monaco, momento che ha dato nuovo slancio ai gemellaggi e alla cooperazione territoriale. «È stato uno dei momenti in cui ho sentito più forte il valore del dialogo tra comunità», racconta. A questo si aggiungono le iniziative sul fronte della lingua e della formazione, in particolare il confronto con le autorità bavaresi per rafforzare la presenza dell’italiano nelle scuole del Land: «Credo molto in questi percorsi, perché costruiscono relazioni profonde e durature».
Si chiude così un mandato caratterizzato da una duplice direttrice: da un lato l’impegno quotidiano al servizio di una comunità numerosa e articolata, dall’altro la costruzione di ponti istituzionali, culturali e scientifici tra Italia e Baviera. Un lavoro che, nelle parole del Console uscente, rappresenta «un patrimonio umano e professionale» destinato a proseguire oltre la conclusione del suo incarico.
Valentina Pinton



